██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Musica
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
La mwdqmusica è l'mwdgarte di concepire e creare sequenze organizzate di mwdwsuoni. In quanto esperienza mweaestetica, essa è presente in tutte le epoche e in tutte le mweqculture umane, modificando nel tempo il proprio significato e ruolo, e prendendo forme e utilizzando tecniche diverse a seconda dei periodi storici e delle regioni. Il termine deriva dal mweggreco antico "μουσική" (mousikē), che significa "arte delle mwewMuse", ossia le mwfadivinità della mwfqmitologia greca associate alle varie forme di arte e cultura.cite-ref-1[1]
Le principali categorie musicali, come la mwgwmusica colta, la mwhamusica popolare e la mwhqmusica tradizionale, si suddividono in numerosi mwhggeneri e mwhwforme.cite-ref-spaziante-2-0[2]cite-ref-analysing-popular-music-1982-p-41-3-0[3]
La musica, in quanto mwkqbene culturale, è stata oggetto di riflessione intellettuale fin dai suoi albori, contribuendo alla nascita delle discipline della mwkgmusicologia. La mwkwteoria musicale, ad esempio, analizza i fondamenti della musica e fornisce un sistema per articolare e utilizzare questi elementi nel linguaggio compositivo. L'mwlaeducazione musicale, invece, si occupa dell'insegnamento e dell'apprendimento della musica, mirando allo sviluppo delle competenze musicali e cognitive degli individui.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]
Contents
• Storia
• Coro
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Storia
La musica nell'antichità
Nell'mwqqantica Grecia mwqgPitagora intuì la stretta relazione tra musica e mwqwmatematica, per la relazione intercorrente tra mwrarapporti frazionari e mwrqsuono.
mwrwPlatone affermò che, come la ginnastica serviva ad irrobustire il corpo, la musica doveva arricchire l'animo. Attribuiva alla musica una funzione educativa, come la matematica. Secondo lui bisognava saper scegliere fra tanto e poco, fra più o meno, fra bene o male, per arrivare all'obiettivo finale.
La musica sacra medioevale
Nel mwswCristianesimo ebbe grande diffusione il canto, perché lo stesso "Cristo" veniva descritto nei Vangeli come un cantore insieme ai suoi discepoli: "E dopo aver cantato l'inno uscirono verso il monte degli Ulivi" (mwtaMt 26,30cite-ref-7[7]). La musica nel cristianesimo si sviluppò molto nel luogo di culto, la chiesa: si trattava della musica che veniva eseguita nella mwuqliturgia celebrativa della mwugmessa.
Si può ipotizzare che la forma iniziale della musica liturgica fosse mwvamonodica (dalla parola greca che significa una voce sola, cioè veniva intonata la stessa melodia da uno o più cantori) e basata su variazioni d'intonazione attorno ad una nota fondamentale (detta corda di recita), variazione che era dettata dalla prosodia (o enfasi) delle parole del testo sacro, nello stile musicale detto sillabico. A questo stile, che dominava la maggior parte della messa, si sovrappose col tempo un secondo stile, riservato inizialmente ai momenti di maggiore enfasi quali l'offertorio, in cui un solista intonava il testo facendo variare liberamente l'intonazione all'interno di una stessa sillaba in uno stile detto mwvqmelismatico.
La trasmissione della musica avveniva a questo punto per tradizione orale, e attraverso scuole di canto, la cui presenza presso i maggiori centri di culto è attestata fino dal IV secolo. Oltre alla scuola di provenienza, è probabile che anche l'improvvisazione e l'abilità del singolo cantore determinassero in larga parte la musica d'uso liturgico.
Agli inizi del mwwaVI secolo, esistevano in Occidente diverse aree liturgiche europee, ognuna con un proprio rito consolidato, associato ad uno specifico cantus planus, ovvero un tipo di canto liturgico monodico (tra i principali, ricordiamo il rito vetero-romano, il rito ambrosiano a mwwqMilano, il rito visigotico-mozarabico in mwwgSpagna, il rito celtico nelle isole britanniche, il mwwwrito gallicano in mwxaFrancia, il rito mwxqAquileiese nell'Italia orientale, il rito mwxgBeneventano nell'Italia meridionale). La tradizione vuole che alla fine di questo secolo, sotto il papato di mwxwGregorio Magno (590-604) si sia avuta la spinta decisiva all'unificazione dei riti e della musica ad essi soggiacente.
In realtà si ha motivo di credere che l'unificazione avvenisse quasi due secoli più tardi, ad opera di mwyqCarlo Magno e sotto l'impulso della unificazione politica che portò alla nascita del mwygSacro Romano Impero. L'attribuzione a Gregorio Magno sarebbe stata introdotta per superare le resistenze al cambiamento dei diversi ambienti ecclesiastici, costretti a rinunciare alle proprie tradizioni. Il prodotto dell'unificazione di due dei riti principali quello vetero-romano e quello gallicano fu codificato nel cosiddetto mwywantifonario gregoriano, che conteneva tutti i canti ammessi nella liturgia unificata. Questa unificazione classificò i brani di musica sacra in uso secondo un sistema di modi, ispirati - almeno nei nomi - ai mwzamodi della tradizione greca (dorico, ipodorico, frigio, ipofrigio, lidio, ipolidio, misolidio, ipomisolidio).
Il repertorio del canto gregoriano è molto vasto e viene differenziato per epoca di composizione, regione di provenienza, forma e stile. Esso è costituito dai mwzgcanti dell'Ufficio (la cosiddetta "Liturgia delle Ore" recitata quotidianamente dal clero) e dai mwzwcanti della Messa.
• Nei canti dell'Ufficio si riscontrano le seguenti forme liturgico-musicali: mwagle Antifone, i Responsori (che possono essere brevi o prolissi) i "cantica" (di carattere più lirico) e mwawgli Inni (recitati esclusivamente nei monasteri per la paura, da parte della Chiesa, della diffusione di eresie, data la loro forte approvazione e popolare);
• Nei canti della mwbqMessa vi sono forme legate alle parti dell'Ordinario o mwbgOrdinarium Missæ (cioè i testi che non mutano mai: mwbwKyrie, mwcaGloria, mwcqCredo, mwcgSanctus e mwcwAgnus Dei) e del Proprio o mwdaProprium Missæ (cioè i testi che variano secondo le diverse festività: mwdqIntroito, mwdgGraduale, mwdwAlleluia - sostituito dal Tratto nel tempo di mweaQuaresima -, mweqOffertorio e mwegCommunio).
Sia nei canti dell'Ufficio come in quelli della Messa si riscontrano tutti i generi-stili compositivi del repertorio gregoriano; essi si possono classificare in tre grandi famiglie:
• I canti di genere sillabico (mwfgquando ad ogni sillaba del testo corrisponde solitamente una sola nota) come ad esempio le più semplici mwfwAntifone dell'Ufficio, le melodie semplici dell'Ordinario e i recitativi del Celebrante;
• I canti di genere semisillabico o neumatico (mwgqquando ad ogni singola sillaba del testo corrispondono piccoli gruppi di note) come ad esempio gli Introiti e i Communio della Messa o alcune antifone più ampie dell'Ufficio;
• I canti di genere melismatico (mwgwquando ogni sillaba del testo è fiorita da molte note) come ad esempio alcuni Graduali e Offertori o i responsori prolissi dell'Ufficio O il più importante lo jubilus dell'Alleluia.
La riforma gregoriana sostituì lo studio dei testi alla trasmissione orale delle scuole di canto delle origini, sacrificando, oltre alle particolarità regionali (alcune delle quali, specialmente quelle di derivazione mozarabica, particolarmente ricche) e all'intonazione mwiqmicro-tonale (che esisteva ancora nel rito vetero-romano) anche il ruolo dell'improvvisazione. Allo stesso tempo si creò la necessità di "annotare" i testi scritti in modo da aiutare i cantori ad eseguire le musiche sempre nello stesso modo, con una linea melodica che indicava la sua direzione, ascensionale o discensionale. Quest'esigenza fece nascere segni particolari (i mwigneumi, pare nati dai gesti del direttore del coro) che, annotati tra le righe dei codici, rappresentavano l'andamento della melodia, come già detto, (ma lasciando liberi intonazione e mwiwritmo). La scrittura neumatica divenne così la prima "notazione", da cui poi la parola "nota", musicale moderna.
La nascita della notazione
La scrittura neumatica lasciava molto all'immaginazione del lettore, e, proprio per questo, era inadatta alla trascrizione di composizioni di maggiore complessità, che mettevano a dura prova la memoria dei cantori. Fu nell'opera di mwlwGuido d'Arezzo (992 ca.-1050 ca.) che si affermò il primo sistema di scrittura mwmadiastematica, una scrittura, cioè, che permetteva di indicare le diverse altezze delle note da intonare. Guido chiamava il suo sistema mwmqtetragramma perché inseriva dei segni (che sarebbero poi diventati le moderne note) in una griglia costituita (spesso) da quattro righe parallele. Fu questo l'inizio dell'uso delle note in cui la scrittura delle durate era ottenuta proporzionalmente (la durata di una nota era indicata in proporzione alle altre). Alle note che erano posizionate negli spazi e sulle linee, Guido assegnò nomi quasi tutti corrispondenti alle sillabe iniziali dei primi sei versetti di un mwmginno, scritto da mwmwPaolo Diacono e dedicato a mwnaSan Giovanni Battista, come memorandum per gli allievi:
(latino)
«
Ut
queant laxis
Re
sonare fibris
Mi
ra gestorum
Fa
muli tuorum
Sol
ve polluti
La
bii reatum
S
ancte
I
ohannes»
(italiano)
«Affinché possano con libere
voci cantare
le meraviglie delle azioni
tue i (tuoi) servi,
cancella del contaminato
labbro il peccato,
o san Giovanni»
La vera innovazione di Guido fu che le prime sillabe dell'Inno non servirono solo per dare un nome alle note, ma anche a darne l'intonazione relativa. In questo modo un cantore poteva intonare a prima vista un canto mai udito prima semplicemente facendo riferimento alla sillaba dell'Inno con la stessa intonazione della prima nota cui il canto iniziava per averne un'immediata idea della tonica. A questo procedimento di memorizzazione Guido diede il nome di mwnwsolmisazione. Negli anni che seguirono il tetragramma di Guido d'Arezzo, in origine dotato di un numero variabile di linee, si sarebbe stabilizzato su cinque linee (assumendo il nome di mwoapentagramma) e la nota Ut avrebbe mutato il suo nome in Do ponendo le basi della notazione musicale moderna.
I trovatori
Dal punto di vista della sua conservazione la musica fu doppiamente svantaggiata. Essa da una parte soffrì, fino all'invenzione del torchio a stampa, della sorte comune a tutto il materiale che doveva essere tramandato in forma scritta, cioè della rarità del materiale, dei mezzi e delle capacità di tramandarlo. A ciò si aggiunse la mancanza di una notazione che permettesse di scrivere la musica in maniera univoca (cui si giungerà compiutamente solo attorno al mwqq1500).
A queste circostanze pratiche, si aggiungevano pregiudizi di carattere culturale (risalenti addirittura alla concezione Greca) che individuavano nella pratica musicale una parte nobile, collegata alla parola, e una artigianale, collegata al suono strumentale. La seconda veniva relegata in secondo piano e, nella sua funzione di servizio, lasciata ai musici professionisti (sempre di origine non nobile): questo equivale a dire che la musica popolare era affidata esclusivamente alla trasmissione orale ed è per noi completamente perduta. Le poche melodie che sono giunte fino a noi lo hanno fatto spesso intrufolandosi in composizioni considerate degne di essere tramandate (spesso in parti della messa): è questo il caso della melodia detta mwqwmwraL'homme armé e (più tardi) della melodia detta mwrqmwrgLa Follia. Solo in epoca moderna la musica popolare inizierà ad essere considerata degna di essere tramandata.
Si sa comunque che nel Medioevo si produceva molta musica di carattere non sacro: un'importante testimonianza (profana anche se non propriamente popolare) viene dalle composizioni dei mwsatrovatori, dei mwsqtrovieri e dei mwsgMinnesanger, cantori e poeti vaganti, le cui prime testimonianze datano attorno all'mwswXI secolo. Di provenienza linguistica diversa (mwtalingua d'oc o occitano per i mwtqtrovatori, mwtglingua d'oïl per i mwtwtrovieri, tedesco per i mwuaminnesanger o mwuqmenestrelli), essi erano accomunati dall'argomento delle loro canzoni, l'mwugamor cortese e dalla loro frequentazione, appunto delle corti, dove era stata elaborata questa forma ritualizzata d'amore. La diffusione delle composizioni trobadoriche accompagnò anche la diffusione dell'idea che l'educazione musicale (rigorosamente non professionale) dovesse far parte dell'educazione di un nobile. Come per il resto delle composizioni popolari però, anche la parte musicale delle composizioni trobadoriche è andata quasi completamente perduta anche a causa della distruzione causata dalla mwuwcrociata contro gli albigesi.
Le composizioni che ci sono pervenute (in più versioni, ad indicare la grande circolazione delle melodie e dei compositori stessi) sono raccolte nei Canzoniere, in cui sono citati nomi e vite di famosi trovatori nelle 'vidas'. Tra i nomi che compaiono maggiormente: Arnaut Daniel (citato anche da Dante nel Purgatorio); Jaufre Rudel; Bernard de Ventadorn; Bertran de Born. Grazie ai canzonieri si è a conoscenza anche dei generi, sia letterari sia musicali, composti e cantati dai menestrelli, che non trattano solo il tema amoroso. La composizione per eccellenza è la mwvqcanso per I trovatori, mwvgchanson per i trovieri, mwvwlied per I minnesanger; a fianco ad essa troviamo l'alba (separazione di due amanti all'alba, dopo aver trascorso la notte insieme), la pastorella (incontro tra un cavaliere ed una pastorella); la tenso e i sirventesi di genere satirico.
Ars Antiqua e Ars Nova
L'mwwwArs antiqua fu un fenomeno musicale che si formò a mwxaParigi nel mwxq1150 e che terminò nel mwxg1320. Nasce in contrapposizione allmwxw'mwyamwyqArs nova, che sarà un altro grande movimento polifonico che nascerà nel mwygXIV secolo. Dal punto di vista della notazione musicale, la mwywScuola di Notre Dame introdusse la tecnica di indicare precisamente l'altezza delle note (che nell'opera di Guido d'Arezzo era ancora intesa in maniera relativa) in modo simile a quello che avviene nella scrittura musicale moderna, e la prima idea di divisione delle durate: ogni nota poteva essere divisa in tre note di durata inferiore. L'mwzaArs nova sviluppò ulteriormente il concetto di mwzqnotazione mensurale, aggiungendo altre durate a quelle usate fino ad allora, ed estendendo l'applicabilità della divisione binaria dei valori; inoltre accentuò gli aspetti musicali delle composizioni (moltiplicando le voci dei cantori ed introducendo ad esempio la forma politestuale del mwzgmottetto) rispetto agli aspetti testuali. Queste innovazioni la posero ben presto in polemica con gli esponenti dell'mwzwArs antiqua (polemica che assunse toni così violenti da dover essere sedata da un intervento regale).
La musica nell'Umanesimo e nel Rinascimento
Durante il Quattrocento si sviluppò un nuovo stile, inizialmente per ispirazione dei compositori inglesi (in particolare mw0wJohn Dunstaple), e successivamente ad opera della mw1ascuola franco fiamminga, che innovò grandemente le preesistenti forme della mw1qmessa, del mw1gmottetto e della mw1wchanson. Ponendo le consonanze per terze (ancora oggi familiari all'orecchio occidentale) e la forma imitativa del mw2acanone alla base delle loro procedure compositive, i franco-borgognoni (tra cui ricordiamo il caposcuola mw2qGuillaume Dufay e mw2gJosquin Des Prez) rivoluzionarono la pratica della polifonia ereditata dall'mw2wArs nova. Il lavoro di questi compositori poneva le basi per lo sviluppo di quella che sarebbe stata la teoria dell'mw3aarmonia.
Nel Cinquecento abbiamo la nascita del madrigale (una forma cantata a più voci, in cui il significato del testo comunicava il carattere espressivo alla musica) ad opera del francese mw3gPhilippe Verdelot e del fiammingo mw3wJacques Arcadelt. Grazie all'invenzione della stampa nacque l'editoria musicale che in Italia si rivolse soprattutto ad una élite, mentre in Francia e nel nord Europa puntò ad un ampliamento del mercato.
La Riforma influenzò radicalmente il modo di concepire la musica: mentre nelle zone calviniste la musica fu ridotta alla sola funzione liturgica, in quelli luterani si diffuse capillarmente ai livelli popolari, assolvendo il ruolo di collante nazionale grazie alla lingua e alla fede. Furono gettate le basi per una nuova sensibilità germanica nei confronti di questa arte che produrrà effetti epocali.
In ambito cattolico invece, le limitazioni imposte alla musica sacra dal mw4gConcilio di Trento, che scoraggiava l'eccessiva complessità, provocarono una reazione alla complessità della scuola fiamminga del secolo precedente. mw4wGiovanni Pierluigi da Palestrina, dal canto suo, produsse composizioni in cui un mw5acontrappunto fluido alternava fittamente mw5qconsonanze e dissonanze con un suggestivo effetto di sospensione. Alla fine del XVI secolo abbiamo la nascita del mw5gmelodramma, ad opera della mw5wCamerata fiorentina: nei decenni successivi il genere sarà portato in auge soprattutto grazie a mw6aClaudio Monteverdi.
Il Barocco e il sistema tonale
Nel Seicento la musica strumentale in occidente divenne autonoma ed assunse una fisionomia delineata in generi come la mw8qsonata a solo, la mw8gsonata a tre, la mw8wsuite, il mw9aconcerto solistico e il mw9qconcerto grosso. La musica occidentale si sviluppò con straordinaria rapidità attraverso i secoli successivi, anche perfezionando il suo mw9gsistema tonale: una pietra miliare è costituita dalle composizioni di mw9wJohann Sebastian Bach de mw-amw-qIl clavicembalo ben temperatocite-ref-8[8].
Nella prima metà del Settecento sorse la committenza indiretta, vale a dire la fruizione dell'arte da parte di un pubblico pagante.
Il classicismo e la musica romantica
Nel secolo d'oro della musica classica occidentale, gli anni che vanno dal mwaqc1750 al mwaqg1850, essa si esprime in forme sempre più ricche ed elaborate, sia in campo strumentale (uno straordinario sviluppo ebbe la forma della mwaqksinfonia) che in campo mwaqooperistico, sfruttando sempre più estesamente le possibilità espressive fornite dal sistema armonico e tonale costruito nei secoli passati.
Durante questo periodo, per la prima volta, si manifestò un sentimento storico dell'esperienza musicale; la musica acquisì una coscienza storica al pari delle altre arti grazie agli studi e le pubblicazioni che riguardarono il passato; fra i trattatisti notevoli, ricordiamo il compositore ceco mwaqwAntonín Reicha, autore d'un mwaq0mwaq4Trattato di Melodia, un mwaq8Trattato di Armonia e un mwaraNuovo Metodo per la Fuga, nonché di numerose (ma celebri) opere minori.
Questo nuovo fenomeno consentì di creare una saldatura tra il presente ed il passato e di dare continuità al percorso evolutivo musicale.
Nel seconda metà del mwarmXVIII secolo, nel periodo del mwarqclassicismo, vi fu la grande presenza di mwaruWolfgang Amadeus Mozart, uno dei massimi protagonisti della storia musicale: grazie a lui l'evoluzione della musica poggiò su dei grandi pilastri, che si estesero in tutti i generi, nella mwarysinfonia, nell'mwarcopera, nella mwargmusica da camera e nella mwarkserenata, e che rappresentò il legame tra la musica del Settecentocite-ref-9[9] e quella romantica del XIX secolo.
Agli inizi del mwasqXIX secolo dominò la figura di mwasuLudwig van Beethoven, che prese le mosse dall'eredità di Mozart e dei compositori classici coevi per arrivare a trasfigurare le forme musicali canoniche, soprattutto la mwasysinfonia, il mwascconcerto, il mwasgquartetto d'archi e la mwasksonata, creando al contempo il concetto di mwasomusica assoluta, cioè svincolata dalle funzioni sociali cui era stata fino ad allora subordinata. Con Beethoven si assistette alla nascita della figura del compositore/artista, contrapposta a quella, in precedenza prevalente, del musicista/artigiano. Le nove mwasssinfonie di Beethoven ebbero tale risonanza da promuovere la forma della sinfonia come la regina tra le forme musicali, al punto che molti dei musicisti venuti dopo di lui temevano di misurarsi con essa. In seguito, oltre a lui, artisti come mwaswJohannes Brahms, mwas0Anton Bruckner e mwas4Gustav Mahler ottennero grandi risultati specialmente in campo sinfonico, per questo si parla di "Stagione del grande sinfonismo tedesco".
In Beethoven si trovano le prime manifestazioni del mwataromanticismo musicale, molti protagonisti del quale furono di area germanica e austriaca, come mwateWeber, mwatiSchubert, mwatmMendelssohn, mwatqSchumann. In Francia operano invece mwatuBerlioz e il polacco mwatyChopin che in molte sue composizioni inserì innovazioni armoniche che facevano già presagire l'mwatcImpressionismo.
La tradizione operistica italiana, che ha come protagonisti protagonisti mwatkRossini, mwatoBellini, mwatsDonizetti, mwatwVerdi e, a cavallo del secolo seguente, mwat0Puccini, continua ad esaltare il ruolo del mwat4canto che, sciolto dall'eloquenza dell'opera settecentesca, diviene momento lirico, pura espressione dell'anima, ma che, nel corso del secolo, assorbe progressivamente aspetti dell'opera francese
Con mwauaRichard Wagner vennero introdotte nuove sonorità con passaggi armonici innovativi e un esasperato cromatismo che misero in crisi il sistema tonale tradizionale.
La musica moderna e contemporanea
Queste innovazioni in campo tonale vennero radicalmente modificati dalla musica del mwauqXX secolo, che esplorò le nuove forme dell'mwauuatonalità. Con questa tecnica il singolo mwauycompositore definì autonomamente le regole per la realizzazione del brano, dando maggiore importanza all'effetto prodotto dai suoni piuttosto che alla loro appartenenza ad un assegnato sistema tonale: per apprezzare un brano di musica composto secondo questi canoni, però, il solo ascolto non è sufficiente, ma deve essere integrato da un attento studio dello mwaucspartito.
In particolare, nel secondo decennio mwau4Arnold Schönberg, assieme agli allievi, tra cui ricordiamo mwau8Alban Berg e mwavaAnton Webern, giunse a delineare un nuovo mwavesistema, la mwavidodecafonia, basato su serie di 12 note. Alcuni ritennero questo l'inizio della mwavmmusica contemporanea, spesso identificata con la mwavqmusica d'avanguardia: altri dissentirono vivamente, cercando altre strade. Il concetto di serie, inizialmente legato ai soli intervalli musicali, si svilupperà nel corso del secondo Novecento sino a coinvolgere tutti i parametri del suono. Fu questa la fase del mwavuserialismo, il cui vertice fu raggiunto negli mwavyanni cinquanta con musicisti come mwavcPierre Boulez e mwavgJohn Cage.
Altri musicisti - fra cui anche mwavoBéla Bartók e mwavsMaurice Ravel - scelsero di cercare nuova ispirazione nelle tradizioni folkloriche e nella musica extraeuropea, mantenendo un legame con il sistema tonale, ma innovandone profondamente l'organizzazione e sperimentando nuove scale, ritmi e timbri. mwavwIgor' Fëdorovič Stravinskij dopo un primo periodo di ispirazione russa, si accostò al mwav0Neoclassicismo e quindi alla musica mwav4seriale.
A causa della larga gamma di definizioni, lo studio della musica è effettuato in una grande varietà di forme e metodi: lo studio del mwawasuono e delle mwawevibrazioni (detto mwawiacustica), lo studio della mwawmteoria musicale, lo studio pratico, la mwawqmusicologia, l'mwawuetnomusicologia, lo studio della mwawystoria della musica.
Canto e musica nella tradizione folclorica
Con mwawkmusica popolare o mwawomusica folk (letteralmente mwawsmusica del/dal popolo) e mwawwmwaw0canto popolare si indicano quei mwaw4generi musicali che affondano le proprie radici nelle tradizioni di una determinata mwaw8etnia, mwaxapopolazione, ambito geografico o mwaxeculturale.
Questo concetto deve essere distinto da quello di mwaxmmusica pop legato a quello di mwaxqcanzone popolare. La musica, ma soprattutto il mwaxuCanto popolare risveglia all'orecchio degli appassionati di mwaxyetnomusicologia un interesse particolare. Questa musica nasce insieme alla civiltà umana e con essa si sviluppa nel corso dei secoli tramandata di generazione in generazione oralmente.
La canzone popolare
Diverso dal concetto folklorico di canto popolare, ma da esso originata, la canzone attraverso i suoi interpreti raccontò, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, la storia, le vicende, e le trasformazioni delle città italiane e straniere. Si diffuse nei salotti borghesi dove si organizzavano incontri di società; questa volta come dice lo slogan <non sono canzoni del popolo ma sono per il popolo> tale slogan esemplificò la matrice del successo generalizzato ottenuto grazie allo sviluppo di tematiche vicine ai sentimenti comuni. Spesso si trattò di canzoni dialettali che parteciparono a festival come quello celeberrimo di Piedigrotta e che rapidamente trascesero le frontiere dei vari stati e le incomprensioni linguistiche. Con l'introduzione di rapporti innovativi tra gli mwaxoautori e gli mwaxseditori, con una gestione regolamentata internazionalmente dei diritti degli mwaxwautori e con la prospettiva di poter usufruire di un pubblico sempre più vasto, gli uffici della mwax0Siae dell'epoca vennero presi d'assalto da un nugolo di nuovi autori, di tutte le estrazioni sociali e culturali.
Jazz e Blues
All'inizio del 1900, negli mwaysStati Uniti d'America, iniziarono a diffondersi tra la popolazione urbana diversi mwaywgeneri musicali derivati dalle tradizioni popolari degli africani portati come schiavi sul continente, e dalle loro contaminazioni con le tradizioni musicali bianche.
Nacquero e acquisirono notorietà in questo modo il mway4ragtime, il mway8blues urbano (derivato dal cosiddetto blues mwazaprimitivo che veniva cantato nelle campagne), e da ultimo, il jazz, che combinava la musica bandistica e da parata, che veniva suonata soprattutto a mwazeNew Orleans, con forti dosi d'mwaziimprovvisazione e con particolari caratteristiche ritmiche e stilistiche.
L'invenzione del mwazqfonografo e della radio, permise una diffusione senza precedenti di questi nuovi generi musicali, che erano spesso interpretati da musicisti autodidatti molto più legati ad una tradizione musicale orale che non alla letteratura musicale. Le origini non europee degli interpreti, e il citato ricorso all'improvvisazione, contribuirono a creare musiche di grande freschezza e vitalità. Al contrario di quello che era successo tante volte nella storia della musica, la tecnologia offriva ora a un genere musicale popolare, fondato più sulla pratica che sulla scrittura, di essere diffuso e tramandato.
La musica jazz continuò a svilupparsi per tutto il mwazsXX secolo, diventando prima musica di larghissimo consumo durante gli anni venti/anni trenta (detti gli anni dello mwazwswing), intrecciandosi con altri generi per dare vita a forme di espressione musicale ancora diverse ed evolvendosi poi gradatamente in una mwaz0"musica per musicisti" e per appassionati, espandendosi fuori dall'America e trovando seguaci prima in Europa (dove fu spesso apprezzata più che nel sua terra d'origine) e poi in tutto il mondo, e diventando uno dei contributi musicali più importanti del Nuovo Continente. La musica Jazz si può considerare come un nuovo varco verso altri mondi musicali: un genere che, partendo da un substrato che comprendeva le forme popolari del blues, degli mwaz4spiritual, del mwaz8gospel, del mwaaadixieland, incorporando via via altre forme di musica nera (come il mwaaeragtime degli mwaaianni venti) arrivò ad utilizzare una base di standard usati come punto di partenza per modificarne di continuo ogni modulo armonico, mwaaqmelodico, e mwaauritmico.
La musica jazz, con le varie influenze che ne sono derivate, è stata definita mwaaccolta, anche grazie all'avvicinamento e all'approfondimento della mwaagmusica classica. Lo stesso non può dirsi per il blues iniziale. Il passaggio di qualità è probabilmente attribuibile a George Gershwin, musicista di grande valore, figlio di emigranti russi, morto giovanissimo ma che ebbe dei maestri importanti e fu ispirato da autori come Debussy e Ravel. La sua produzione è incredibilmente vasta, con notevole esposizione delle opere definite minori (circa 700), utilizzate anche ora come standard inesauribili. Da ricordare che lo stesso mwaasDebussy venne influenzato dal jazz, in particolare dal mwaawCakewalk, come si può ben rilevare ne mwaa0mwaa4Le petit nègre e nell'ultimo brano della suite mwaa8mwabaChildren's Corner, mwabeGolliwogg's Cakewalk, una delle sue più celebri pagine per pianoforte.cite-ref-10[10]
La popular music del XX secolo
All'inizio del mwacmXX secolo la musica occidentale cambiò profondamente, e fu scossa fin dalle fondamenta. Non solo, ma cambiarono anche, grazie alle invenzioni relativamente recenti della mwacqradio e del mwacufonografo, i modi e i tempi di mwacyascolto della musica stessa, prima limitati a concerti in locali appositamente adibiti, come mwaccteatri, locali, mwacgclub o case private. Da una parte iniziò a crearsi un pubblico potenziale più vasto e meno acculturato, che apprezzava strutture melodiche e armoniche più semplici, dall'altra mai come in questo periodo storico fu facile, per chi volesse suonare, procurarsi uno strumento e imparare a usarlo.
A questo si deve aggiungere una seconda rivoluzione, anche questa tecnologica: l'invenzione dell'mwacoaltoparlante e dell'amplificazione audio, che permise di far suonare assieme strumenti che non potrebbero farlo altrimenti (come per esempio una mwacschitarra, una mwacwbatteria di tamburi e un mwac0pianoforte), perché il suono di alcuni di essi prevaricherebbe completamente gli altri.
Queste nuove possibilità tecniche crearono l'occasione per nuovi veicoli espressivi che la musica colta tardò a cogliere e che la nuova musica popolare non ebbe alcun problema ad adottare, creando, tra il mwac81920 fino al mwada1980 e in misura minore negli anni successivi, una grande fioritura di nuovi stili e generi (quali mwadejazz, mwadiblues, mwadmrock, mwadqsoul, mwadupop, mwadyfunky, mwadcmetal e mwadgfusion, ognuno dei quali si è suddiviso in ulteriori sottogeneri). In ambito pop nacquero personaggi che diventano autentici fenomeni mwadkmediatici raggiungendo una popolarità senza precedenti.
Altro genere popolare sorto nel mwadsXX secolo è stato il mwadwrock, dizione abbreviata di "rock and roll" o "rock'n'roll" (da quando si affermò questa espressione abbreviata si svilupparono vari sottogeneri che enfatizzavano gli aspetti più aggressivi del rock'n'roll e la parola rock si iniziò a leggere come "roccia", specie riferendosi all'mwad0Hard Rock). Il rock'n'roll nacque negli mwad4anni cinquanta come musica da ballare, derivata dal mwad8boogie-woogie, ballo afro-americano del dopo guerra (che si potrebbe tradurre con "ondeggia e ruota"). Quando rock e rock'n'roll si differenziarono, la seconda espressione venne intesa come forma originaria di questo genere di musica. Storicamente un gruppo, o una mwaeaband è formata da una voce, una o più mwaeechitarre, il mwaeibasso e la mwaembatteria, in alcuni casi con l'inserimento di altri strumenti (ad esempio mwaeqpianoforte o mwaeusassofono).
Negli mwaecanni sessanta, soprattutto in Inghilterra, si formarono gruppi come mwaegThe Who, mwaekPink Floyd, mwaeoLed Zeppelin, mwaesDeep Purple, mwaewKing Crimson e mwae0Soft Machine pronti a spaziare e a raggiungere nuove strutture musicalmente più complesse rispetto a quelle del rock primitivo, traendo spesso ispirazione dalla musica classica e dal jazz, per iniziare a dare vita a una rivoluzione. In questa rivoluzione fu coinvolta anche la tecnologia, che con il mwae4sintetizzatore, il mwae8moog, il mwafamellotron iniziò a dare vita nella metà degli mwafeanni sessanta al genere mwafiprogressive. Alla fine degli mwafmanni settanta nacque un nuovo stile musicale che azzerò completamente il progressive, il mwafqpunk, che vide il ritorno a sonorità hard e violente spinte a volte verso estremismi anti-musicali e legate a tematiche di contestazione politicacite-ref-11[11].
Negli mwafoanni ottanta le due correnti principali del rock erano il punk e le sue propaggini (mwafsPost-punk, mwafwHardcore punk, mwaf0New wave, mwaf4No Wave, mwaf8Industrial ecc.) e il mwagaMetal (un'evoluzione particolarmente pesante dell'hard rock, più elaborata del punk dal punto di vista musicale). I primi mwageanni novanta videro l'esplosione del fenomeno mwagiGrunge che riportò per qualche tempo il rock all'attenzione delle masse popolari. Il gruppo più rappresentativo di questo genere furono i mwagmNirvana, che con Il loro secondo album mwagqNevermind portarono il grunge nel mainstream rimanendoci fino alla fine degli anni novanta. Nella seconda metà degli anni novanta la ripresa di istanze progressive, filtrate dall'esperienza punk, diedero vita a quello che sarà poi definito mwagyPost-rockcite-ref-12[12]. All'interno dell'universo post-rock può essere incluso il mwagsMath rock (una forma particolarmente fredda, complessa ed anti-melodica di rock) e certe forme di mwagwneopsichedelia (si veda mwag0Roy Montgomery e la scena mwag4Neozelandese). Altra corrente che si sviluppa nel corso del decennio è lo mwag8Stoner rock, mentre il metal si avvia ai suoi sviluppi più estremi e parossistici: mwahaDeath metal, mwaheBlack metal, mwahiDoom metal, mwahmPower metal, mwahqThrash metal e mwahuSpeed metal si allontanano nettamente dagli schemi della canzone mwahyhard rock/mwahcheavy metal tendendo anch'essi a rivolgersi a nicchie di pubblico più ristrette, mentre le tematiche diventano sempre più oscure e decadenti (si vedano le suggestioni esoteriche ed anti-moderne di certo mwahgBlack metal, passato all'attenzione dei media nei primi anni novanta anche per gli atteggiamenti estremamente provocatori e violenti di alcune band). Parallelamente, la musica nera troverà il suo nuovo genere di riferimento nell'mwahkhip hop, mentre quella latina, da sempre orientata alla musica da ballo, vedrà l'origine del genere del mwahoreggaeton.
Con l'avvento del mwahwIII millennio, cambia la modalità di fruizione della musica. Tramonta l'epoca dei supporti fonografici, che avevano fatto la fortuna dell'mwah0industria discografica nel XX secolo, e la musica è sempre più distribuita attraverso mwah4internet e fruita attraverso nuovi media come i mwah8lettori MP3.
Generi musicali
I mwaimgeneri musicali sono categorie entro le quali vengono raggruppate, indipendentemente dalla loro mwaiqforma, mwaiucomposizioni musicali aventi caratteristiche generali comuni, quali l'organico mwaiystrumentale, il destinatario e il contesto in cui sono eseguite. Il grado di omogeneità mwaicformale e mwaigstilistica di tali raggruppamenti è molto variabile e diviene addirittura nullo nel caso di generi con alle spalle una lunga storia, quali la mwaikmusica sinfonica o l'mwaioopera lirica. La loro identità si fonda piuttosto sul contesto sociale e ambientale a cui le composizioni sono destinate (il mwaisteatro, la mwaiwsala da concerto, la mwai0discoteca, la mwai4strada, la mwai8sala da ballo, la mwajachiesa, il mwajesalotto) e sulle diverse modalità con cui la musica si coniuga di volta in volta ad altre forme di mwajispettacolo, mwajmarte o mwajqletteratura, quali la mwajudanza, il teatro, l'mwajyimmagine, la mwajcpoesia, il mwajgracconto.
Strumenti musicali
Uno mwajwstrumento musicale è un oggetto che è stato costruito o modificato con lo scopo di produrre della musica. In principio, qualsiasi cosa producesse mwaj0suoni, poteva essere usato come strumento musicale, ma questo termine definisce solo gli oggetti che hanno il suddetto scopo.
Gli strumenti musicali si possono suddividere secondo la classificazione mwaj8Hornbostel-Sachs in cinque famiglie, l'ultima delle quali aggiunta solo in seguito:
###### nota: l'ordine delle famiglie non è casuale e rispecchia quello proposto da Hornbostel e Sachs ######
1. mwakiIdiofoni: il suono è prodotto dalla vibrazione del corpo dello strumento stesso, sollecitato in vari modi, percuotendolo, pizzicandolo, strofinandolo, sfregandolo, muovendolo o deformandolo per mezzo di pressioni o soffi d'aria.
2. mwakqMembranofoni: il suono è prodotto dalle vibrazioni di membrane tese, che possono essere sollecitate da azioni di percussione, sfregamento, pizzico, fin anche alle sollecitazioni dovute all'emissione della voce dell'esecutore (nel caso dei mirlitons).
3. mwakyCordofoni: il suono è emesso dalla vibrazione di corde tese; le corde possono essere sollecitate dal pizzicarle, percuoterle, o dallo sfregarle con appositi archetti; ancora, corde tese esposte all'azione del vento che le lambisce, come nel caso delle arpe eoliche, induce in esse vibrazioni sonore.
4. mwakgAerofoni: in essi è l'aria stessa che entra in vibrazione. L'aria può essere contenuta dallo strumento, come nel caso di tubi o globi, ma può anche circondare lo strumento che la colpisce ad alte velocità (frullo, frusta, lama affilata, rombo...).
5. mwakoElettrofoni: il suono viene generato per mezzo di una circuitazione elettrica o per induzione elettromagnetica.
Lo studio
Le nozioni ed i concetti sono riassumibili nella mwaluteoria musicale, che è un insieme di metodi per analizzare, classificare e comporre la musica e i suoi elementi. Essa, ad esempio, tratta la "grammatica" della musica, cioè il mwalypentagramma, le mwalcchiavi musicali e in generale il modo di scrivere (mwalgsemiografia) la musica. Pertanto, può essere definita come la descrizione in parole degli elementi della musica, e delle relazioni tra la semiografia (o comunemente detta: notazione musicale) e la sua esecuzione.
Lo studio accademico della musica è chiamato mwalomusicologia, mentre i problemi filosofici legati alla musica sono analizzati dalla mwalsfilosofia della musica.
Termini comuni
La terminologia musicale è molto ampia.
I termini usati per parlare di un particolare brano musicale includono:
• la mwaminota che è il simbolo utilizzato per indicare una specifica intonazione (ed anche il suono stesso);
• la mwamqmelodia che è una successione di suoni percepita come un percorso coerente;
• l'mwamyaccordo nella mwamcmusica tonale che è il risultato della combinazione simultanea di più suoni, sottoposta a vincoli e regole tradizionali;
• l'armonia che è lo studio della classificazione e delle concatenazioni di accordi;
• il mwamscontrappunto, dal lat. mwamwpunctum contra punctum, punto contro punto, nota contro nota, è la simultanea organizzazione di differenti melodie;
• il mwam4ritmo che è l'organizzazione dalla metrica (pause, note, durate,..) in un brano;
• il mwanatempo, che determina la durata di ogni battuta in unità musicali;
• gli mwaniarmonici, ovvero l'insieme delle note che, unite, compongono una stessa nota (come l'ottava, la quinta, la terza, ecc..). Gli armonici possono essere naturali o artificiali, a seconda di come vengono ottenuti mediante lo strumento.
• il mwanqtimbro è la caratteristica che differenzia ogni strumento, e dipende dalla forma dell'onda sonora prodotta dallo stesso. Solo nel Romanticismo si cominciarono ad intuire ed utilizzare le diverse potenzialità espressive di ogni strumento, le quali dipendono appunto dal timbro;
• la mwanypausa è l'intervallo che si interpone tra una nota ed un'altra.
Le figure principali
Musicisti
Un musicista è una persona che esegue o che compone musica per professione. Si possono classificare secondo questo schema, che li suddivide in base al loro mwaoaruolo nella categoria professionale:
• L'mwaomarrangiatore modifica una mwaoqcanzone secondo le esigenze di spettacolo.
• Il mwaoycantante usa la propria voce nei brani musicali.
• Il mwaogcantautore scrive le canzoni e le esegue con la propria voce, insieme ad altri musicisti, utilizzando talvolta un proprio mwaokstrumento di mwaooaccompagnamento.
• Il mwaowcompositore crea la musica e trascrive dalla partitura le parti che i musicisti suoneranno.
• Il mwao4direttore d'orchestra coordina gli elementi di una mwao8orchestra.
• Il mwapedirettore di coro coordina gli elementi di un mwapicoro.
• Lo mwapqstrumentista suona uno mwapustrumento musicale del quale è un profondo conoscitore.
Direttori d'orchestra
Il direttore d'orchestra, spesso chiamato anche mwapkmaestro d'orchestra , è la figura di riferimento in un coro, un'mwapoorchestra o in generale in un gruppo di musicisti.
La sua direzione è innanzitutto di aiuto per la coordinazione dei musicisti fra loro, indicando il mwapwtempo, i diversi ingressi e le dinamiche. Egli inoltre chiarisce a mwap0cantanti, mwap4Solisti e mwap8strumentisti il contenuto e l'impostazione generale del componimento musicale.
Le sue funzioni sono anche quelle di guidare le prove e prendere tutte le decisioni necessarie da un punto di vista musicale, interpretando l'opera musicale. In assenza di un comitato artistico, il direttore sceglie anche il repertorio da eseguire. Il ruolo del direttore, come lo conosciamo oggi, si è formato intorno al mwaqeXIX secolo.
Compositori
Un compositore è un mwaquartista che crea opere musicali, dette mwaqycomposizioni musicali. Il termine perciò è usato indipendentemente dal mwaqcgenere o mwaqgstile musicale e indica una persona che costruisce con i mwaqksuoni un risultato (oggetto sonoro) destinato ad essere ascoltato.
La composizione, al fine di poterne agevolare la riproduzione, è generalmente trascritta su uno mwaqsspartito tramite un sistema di simboli chiamato notazione musicale, che appunto utilizza le cosiddette mwaqwnote musicali: l'opera del compositore è eseguita dagli mwaq0interpreti (mwaq4musicisti, mwaq8cantanti), ma, ovviamente, può essere eseguita anche dall'autore stesso.
Il mestiere del mwarecompositore non è una professione protetta. Anche autodidatti si possono chiamare in questo modo, ma gli studi di composizione si eseguono in Italia presso i mwariConservatori.
Il rapporto col canto
«Come è nobile chi, col cuore triste, vuol cantare ugualmente un canto felice, tra cuori felici»
Un gruppo musicale composto principalmente da mwar8cantanti (che in questo caso si dicono più propriamente "cantori") viene definito coro; quando il coro esegue musica senza accompagnamento strumentale si parla di canto mwasaa cappella.
Tipi di emissione
La voce umana nasce dalla vibrazione delle due mwasmcorde vocali in adduzione tra loro dovuta al flusso creato dall'mwasqaria espirata dai mwasupolmoni. Nell'uso canoro il suono della voce è caratterizzato dalle risonanze della mwasytrachea, della mwascfaringe e della mwasgbocca, ed eventualmente delle altre cavità (seni) facciali e craniali; i mwasktimbri vocali che si ottengono dipendono anche dal meccanismo di produzione della voce.
A seconda del modo in cui la voce viene prodotta si possono distinguere tre tipi di emissione: la voce mwassingolata, la voce mwaswimpostata e il mwas0falsetto.
Tecnica del canto
La mwatetecnica del canto è quell'insieme di accorgimenti, appresi con l'allenamento e lo studio, necessari ai mwaticantanti professionisti per evitare gravi danni alla mwatmlaringe e alle corde vocali e per ottenere una voce timbricamente gradevole, potente e con un'ampia gamma mwatqcantabile, cioè una estensione dalla nota più bassa alla più alta in cui il timbro è omogeneo e l'intonazione è corretta e stabile.
Tutti, più o meno, possono cantare una canzone. Molti di meno invece riescono a cantare più canzoni di seguito, anche semplici: dopo qualche minuto un cantante improvvisato comincia a sentire mal di gola, e la sua voce comincia a farsi roca e sfiatata: se nonostante tutto continua a cantare, di lì a poco si ritrova afono, e corre il rischio di procurarsi un mwatyedema alle corde vocali.
Questo accade perché, istintivamente, il cantore di cui sopra usa la sua voce come se parlasse. Ma l'uso della voce che si fa normalmente, sebbene sufficiente allo scopo di parlare, impone alle corde vocali delle sollecitazioni troppo forti nel caso del canto: per poter cantare per ore senza danni, senza sforzo e con una voce sempre gradevole, il cantante deve mwatgreimparare ad usare la sua voce in modo nuovo, attraverso lo studio, l'allenamento e l'autoosservazione.
Coro
Il mwauacoro è un insieme di persone che, sotto la guida di un mwauedirettore, si esprime artisticamente attraverso il canto. I suoi componenti sono detti cantori (o coristi). Il termine mwauicoro può denominare, in modo generico, anche una composizione musicale scritta per tale organico.
La musica corale
Per mwauymusica corale si intende l'insieme delle discipline artistiche (composizione, esecuzione, direzione ecc.) che riguardano quell'importantissimo "strumento musicale" che si chiama coro.
Opera lirica
L'opera lirica è uno dei mwau8generi teatrali nonché mwavamusicali in cui l'azione scenica è abbinata alla musica e al mwavecanto. Tra i numerosi mwavisinonimi, più o meno appropriati, basti ricordare il mwavmmwavqmelodramma e le mwavuopere in musica.
Oggetto della rappresentazione è un'azione drammatica presentata, come nel mwavcteatro di prosa, con l'ausilio di scenografie, costumi e attraverso la recitazione. Il testo letterario che contiene il dialogo appositamente predisposto e le didascalie è chiamato mwavglibretto. I cantanti sono accompagnati da un complesso strumentale che può allargarsi fino a formare una grande mwavkorchestra sinfonica.
Fin dal suo primo apparire, l'opera accese appassionate dispute tra gli intellettuali, tese a stabilire se l'elemento più importante fosse la musica o il testo poetico.
In realtà oggi il successo di un'opera deriva - secondo un criterio comunemente accettato - da un insieme di fattori alla cui base, oltre alla qualità della musica (che dovrebbe andare incontro al gusto prevalente ma che talvolta presenta tratti di forte innovazione), vi è l'efficacia drammaturgica del libretto e di tutti gli elementi di cui si compone lo spettacolo teatrale.
Un'importanza fondamentale rivestono dunque anche la messinscena (mwawsscenografia, mwawwregia, costumi ed eventuale mwaw0coreografie), la recitazione ma, soprattutto, la qualità vocale dei mwaw4cantanti.
Cantanti lirici
I cantanti, e i ruoli che essi interpretano, sono distinti in rapporto al mwaxeregistro vocale.
Le voci maschili sono denominate, dalla più grave alla più acuta, mwaxmbasso, mwaxqbaritono, mwaxutenore. A essi si possono aggiungere le voci di mwaxycontrotenore, mwaxcsopranista o mwaxgcontraltista, che utilizzano un'impostazione in falsetto o falsettone, cioè senza appoggiatura. Esse eseguono ruoli un tempo affidati ai mwaxkcastrati.
Le voci femminili sono classificate, dalla più grave alla più acuta, come mwaxscontralto, mwaxwmezzosoprano e mwax0soprano. Anch'esse eseguono oggi, molto di più frequente delle corrispondenti voci maschili, i ruoli sopranili e/o contraltili scritti per le voci dei castrati.
Rapporti con altre discipline
• mwayeMusica e informatica
• mwaymMusica e diritto
• mwayuMusica e matematica
• mwaycMusica e medicina
• mwaykMusica e neuroscienze
• mwaysMusica e fisica
• mway0Filosofia della musica
Produzioni e classificazioni
• Categoria:Generi di composizione musicale
• mwazmForme musicali
• mwazuGeneri musicali
• mwazcStoria dei supporti musicali
Note
cite-note-11. ↑ citereftreccani-musicamwaz4mwaz8Musica, in mwa0aTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-spaziante-22. ↑ Lucio Spaziante, mwa0qSociosemiotica del pop, Carocci editore, 2007.
cite-note-analysing-popular-music-1982-p-41-33. ↑ mwa0gPhilip Tagg, "Analysing Popular Music: Theory, Method and Practice", mwa0kPopular Music 2 (1982): 41.
cite-note-44. ↑ mwa00mwa04mwa08Università di Pavia, "Musicologia e Beni Culturali" (mwa1amwa1ePDF), su mwa1iweb.unipv.it.
cite-note-55. ↑ mwa1ymwa1cmwa1gUniversità di Bologna, "Il Saggiatore Musicale" (mwa1kmwa1oPDF), su mwa1sspec.unibo.it.
cite-note-66. ↑ mwa18mwa2amwa2eUniversità di Pavia, "Musicologia e Beni Culturali" (mwa2imwa2mPDF), su mwa2qweb.unipv.it.
cite-note-77. ↑ mwa2gmwa2kmwa2oMt 26,30, su mwa2sLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-1010. ↑ Ariane Charton, mwa3gClaude Debussy, Parigi, Gallimard, 2012
cite-note-1111. ↑ mwa3wmwa30mwa34The History of Rock Music. Storia della Musica Rock, su mwa38scaruffi.com.
cite-note-1212. ↑ mwa4mmwa4qmwa4uStoria del Rock - Anni ottanta, su mwa4yscaruffi.com.
Bibliografia
• mwa4oMarcello Sorce Keller, “Che cosa è la musica (e perché, forse, non dovremmo più chiamarla 'musica')”, mwa4sMusica/Realtà, 2012/1, pp.mwa4w 33–56.
• mwa44Marcello Sorce Keller, “Do We Still Need To Think Musically? (Musings about an Old Friend, Fishing Nets, Templates, and Much More)”, mwa48Ethnomusicology Ireland, No. 5, 2017: mwa5ahttp://www.ictm.ie/?p=2090
• mwa5iCarlo Pasceri, mwa5mTecnologia Musicale. La rivelazione della musica, Aracne, 2011.
• Susanna Pasticci (cur.), mwa5uParlare di musica, Meltemi 2008.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikisource
• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikinotizie
• Wikimedia Commons
• Wikisource contiene testi di opere musicali
• Wikiquote contiene citazioni sulla musica
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «musica»
• Wikinotizie contiene notizie di attualità inerenti alla musica
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla musica
Collegamenti esterni
• Music (canale), su YouTube.
• citerefdss(IT, DE, FR) Musica, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) Gordon Epperson, music, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclopedia-of-science-fiction(EN) Musica, su The Encyclopedia of Science Fiction.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Musica, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Musica, su Open Library, Internet Archive.
• mwa54Fisica della Musica a cura dell'mwa58Università di Modena e Reggio Emilia